Studi recenti hanno dimostrato che le maschere di tessuto multistrato possono fornire una filtrazione sufficiente per la protezione personale e bloccare le particelle di virus espirate da altri, con una riduzione della trasmissione del virus che in alcuni casi è arrivata a oltre il 70%: fino all’arrivo del vaccino, dunque, sia le mascherine monouso sia quelle riutilizzabili si confermano un importante strumento di protezione dal virus Sars-Cov-2.

La comunità scientifica sostiene strenuamente l’uso delle mascherine: studi recenti hanno infatti confermato che grazie ad esse si riducono le possibilità di trasmettere e di contrarre il coronavirus e, in caso di trasmissione, si riduce la gravità dell’infezione se le persone contraggono la malattia.

Indossando la mascherina, dunque, ci si ammala di meno e la carica virale del SARS-CoV-2 scende del 30%.

Ma quali sono le più efficaci e come vanno utilizzate?

In commercio esistono tre categorie di mascherine:

1. i dispositivi medici (DM)
2. i dispositivi di protezione individuale (DPI)
3. le mascherine riutilizzabili (o comunitarie)

Le mascherine chirurgiche, normalmente indossate da medici e operatori sanitari, sono considerate un dispositivo medico (DM). Pensiamo al dentista durante un’estrazione di un dente: chi indossa una mascherina chirurgica non solo non contamina l’ambiente operatorio ma protegge sé stesso da eventuali schizzi di fluidi che possono venire a contatto con la propria bocca. La capacità filtrante verso chi la indossa è bassa (stimata intorno al 20%), mentre verso l’esterno è estremamente elevata e nel caso dei batteri può superare il 95%.

Le loro caratteristiche fondamentali sono:
• la resistenza agli schizzi liquidi
• la traspirabilità
• l’efficienza nel filtrare eventuale ingresso di batteri
• la pulizia da microbi

Le mascherine chirurgiche però sono monouso e col tempo si deteriorano. Il tessuto di cui sono fatte contiene fibre sintetiche pertanto, se non smaltite correttamente, inquinano gravemente l’ambiente.

Troviamo poi i cosiddetti dispositivi di protezione individuale (DPI), classificati in base alla loro capacità di filtraggio:

1. FFP1, che filtra almeno l’80% delle particelle di piccole dimensioni presenti nell’aria, e quindi poco efficaci nel proteggere da agenti patogeni
2. FFP2, che filtra almeno il 94% delle particelle presenti nell’aria
3. FFP3, che filtra almeno il 99% delle particelle presenti nell’aria e quindi impiegate in contesti con rischio di contagio elevato

I dispositivi di protezione individuale proteggono l’utilizzatore da ciò che circola negli ambienti esterni, soprattutto da sostanze sotto forma di aerosol (ovvero goccioline di dimensioni molto piccole).

I DPI possono essere con o senza valvola: quelli dotati di valvola sono sicuramente dispositivi più confortevoli perché favoriscono il processo di espirazione. Attenzione però: se ad indossare un DPI con valvola è un soggetto positivo al Covid-19, l’aerosol rilasciato dall’espirazione contenente particelle virali verrà rilasciato nell’ambiente e quindi questa protezione non riuscirà a fermare il contagio. Per questo motivo queste mascherine sono definite “egoiste”.

Infine, troviamo le mascherine riutilizzabili; esse non rientrano né nel gruppo dei dispositivi medici né tantomeno in quello dei DPI; studi recenti, però, hanno dimostrato che le maschere di tessuto multistrato possono fornire una filtrazione sufficiente per la protezione personale e bloccare le particelle di virus espirate da altri, con una riduzione della trasmissione del virus che in alcuni casi è arrivata a oltre il 70%.

Quali sono i tessuti più adatti? In realtà esistono parecchi tessuti capaci di filtrare goccioline di dimensioni più grandi o droplet mentre allo stesso tempo risultano inefficaci nei confronti delle goccioline più piccole o aerosol. Le fibre naturali mostrano prestazioni migliori rispetto a quelle sintetiche e per certo due strati sono meglio di uno. Oltre che dai materiali, la protezione dipende anche da quanto la mascherina si adatta e aderisce al viso. La cosa importante, però, è capire come sanificarle: questo tipo di mascherine, prima di essere riutilizzate, va lavato accuratamente ad alte temperature (almeno 60 gradi).

Come si indossa correttamente una mascherina?
L’utilizzo sbagliato di una mascherina può annullarne totalmente i benefici rendendola addirittura pericolosa. Per questo motivo è bene seguire alcuni importanti passaggi per indossarla nel modo corretto, così come fa un chirurgo prima di un intervento.

1. Prima di toccare la mascherina, bisogna lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone oppure con un gel a base alcolica.
2. Posizionare la mascherina sul viso, coprendo accuratamente naso e bocca. Nel caso delle mascherine chirurgiche e dei DPI, sulla parte superiore c’è un filo metallico: facendo pressione con le dita, il filo metallico si modella adattandosi al naso, facendo sì che la mascherina aderisca per bene. La parte inferiore, invece, va fatta passare sotto al mento, ben aderente.
3. Una volta indossata, evitare di toccare la mascherina perché in questo modo si corre il rischio di contaminare le mani. Se costretti a toccarla, sarebbe opportuno lavare le mani anche dopo.
4. Finito l’utilizzo, togliere la mascherina toccando solo gli elastici e mai la parte davanti.
5. Buttare la mascherina monouso in un recipiente che poi va immediatamente chiuso. Nel caso di una mascherina riutilizzabile oppure di quelle di comunità, lavarle ad alte temperature (60°).

Indossare la mascherina serve davvero?
I dati oggi disponibili indicano che le mascherine possono essere utili nel ridurre il rischio di diffusione della malattia. Altre evidenze hanno dimostrato che l’uso di mascherine riduce la quantità di virus che può essere trasmessa a chi la indossa, provocando infezioni più lievi o asintomatiche. Uno studio americano pubblicato recentemente su Nature, infine, suggerisce un altro possibile beneficio derivante dall’uso di mascherine: se più persone positive al Covid-19 presentano sintomi lievi, questo potrebbe aiutare a sviluppare un’immunità a livello di popolazione senza aumentare il rischio di sfociare in gravi malattie e morte.

È bene ricordare che il solo uso della mascherina non basta a limitare la diffusione del Covid-19: è fondamentale rispettare anche le altre regole che sono distanziamento fisico, lavaggio accurato delle mani e ventilazione degli ambienti in cui si soggiorna.

Fonte: Scientific Brief – Community Use of Cloth Masks to Control the Spread of SARS-CoV-2

Credits: Photo by Flavio Gasperini on Unsplash

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