A un anno dal suo esordio, la pandemia di Covid-19 non si è ancora risolta; nel frattempo, molte sono state le scoperte in campo medico scientifico che ci consentono di gestire meglio l’infezione e soprattutto di contenere la sua diffusione.

Come si trasmette il virus Sars-Cov-2? Man mano che si sono accumulati dati e prove nel corso della pandemia, la comprensione scientifica del virus è cambiata. Tutti gli studi e le indagini sui focolai ad oggi indicano che la maggior parte delle trasmissioni si verificano per contatto diretto con le persone infette che parlando, respirando e tossendo liberano nell’aria gocce di saliva contaminata, alcune di dimensioni molto piccole (droplets).

La principale via di trasmissione è dunque l’aria; aria che, negli ambienti chiusi, soprattutto in presenza di aerosol contaminato (ad esempio quello prodotto in ambiente medico/odontoiatrico quando si è in presenza di un soggetto super diffusore magari asintomatico) può rimanere contagiosa per un tempo prolungato.

Di molto inferiore è, per contro, il rischio d’infezione indiretta, ovvero attraverso il contatto con una superficie o oggetto contaminato, il fomite, come spiegato da Emanuel Goldman, microbiologo della Rutgers New Jersey Medical School, in un articolo pubblicato nel luglio 2020 sulla rivista The Lancet Infectious Diseases. Dopo di lui molti altri studiosi sono giunti alle medesime conclusioni, tanto da indurre i centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie a modificare le proprie linee guida anti-Covid.

Queste evidenze suggeriscono l’importanza di porre grande attenzione al distanziamento e alla diluizione dei flussi di lavoro all’interno degli studi medici/dentistici al fine di non creare assembramenti di persone in sala d’aspetto o in altri spazi comuni, nonché alla ventilazione degli ambienti, che può essere naturale (apertura di finestre e porte) o forzata e, possibilmente, guidata da rilevatori di Co2 (anidride carbonica). Per avere una qualità dell’aria ottimale negli ambienti chiusi dovrebbe infatti esserci lo stesso livello di Co2 dell’aria aperta e comunque mai superiore a 1500 ppm.

Un altro aspetto molto importante è quello relativo al controllo della pulizia dell’aria, da effettuarsi tramite sistemi di aspirazione multipli e ad alta velocità con l’eventuale aggiunta di filtri HEPA. Questi ultimi, sebbene non inseriti nelle raccomandazioni del CTS in odontoiatria, hanno trovato ampia diffusione presso gli studi dentistici, a dimostrazione della grande attenzione posta dagli odontoiatri su questo tema.

Per quanto riguarda la contaminazione indiretta, dato l’altissimo livello di disinfezione di oggetti e superfici normalmente osservato in uno studio medico o odontoiatrico, il rischio è quasi nullo; se a questo aggiungiamo normali precauzioni come il lavarsi frequentemente le mani e non toccarsi il volto, il rischio è prossimo allo zero.

Le misure adottate dagli studi dentistici, dunque, hanno funzionato e continuano a funzionare ottimamente, come dimostrato dal fatto che ad oggi non sono stati evidenziati cluster all’interno di alcuna struttura odontoiatrica né denunce di malattia da Covid-19 da parte di operatori del nostro settore all’Inps.

A maggior garanzia di sicurezza per pazienti e operatori, la stragrande maggioranza degli studi dentistici, così come delle altre strutture mediche della regione Emilia-Romagna, sono oggi immunizzati dalla copertura vaccinale. Possiamo quindi serenamente affermare che gli studi dentistici sono oggi – come sognavamo qui in COBE Dental – COVID free 😷.

Bibliografia:

Dyani Lewis, COVID-19 rarely spreads through surfaces. So why are we still deep cleaning?, rivista Nature, 29 gennaio 2021.

Goldman Emanuel, Exaggerated risk of transmission of Covid-19 by fomites, Lancet Infection Diseases, luglio 2020.

Mondelli M.U., Coloneri M., Seminari E. M., Baldanti F., Bruno R., Low risk of SARS-Cov-2 transmission by fomites in real-life conditions, Lancet Infection Diseases, settembre 2020.

Schöps Corinna, Una ventata d’aria contro il Covid-19, Die Zeit, Germania, ottobre 2020.

Wiersinga WJ, Rhodes A, Cheng AC, Peacock SJ, Prescott HC., Pathophysiology, Transmission, Diagnosis, and Treatment of Coronavirus Disease 2019 (COVID-19): A Review, JAMA. 25 agosto 2020.

Credits: Photo by Attentie Attentie on Unsplash

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